Agopuntura, medicina alternativa o integrativa? La parola all’esperto: “L’Oms la ritiene utile per 64 patologie. Ecco come”

La sua tradizione millenaria e originaria di un Paese lontano come la Cina la circonda ancora da un alone di mistero. Ma questa pratica come può andare d’accordo con i principi della scienza biologica occidentale e della medicina basata sull’evidenza dei risultati? Ne abbiamo parlato con il dottor Franco Cracolici, medico e direttore della Scuola di Agopuntura di Firenze

di Ennio Battista | 18 APRILE 2022

La sua tradizione millenaria e originaria di un Paese lontano come la Cina la circonda ancora da un alone di mistero. L’agopuntura di fatto si basa sull’idea che nel corpo umano esista un sistema di canali – i meridiani – attraverso cui fluisce un’energia alla base della vita, denominata “forza vitale” o Qi. Agire sui meridiani permette di affrontare vari disturbi organici facendo sì che questa energia vitale fluisca là dove ha trovato un “blocco”. Questa metodica è ormai abbastanza diffusa anche in presidi ospedalieri pubblici e privati, all’estero e in Italia.

Ma questa pratica come può andare d’accordo con i principi della scienza biologica occidentale e della medicina basata sull’evidenza dei risultati?“Si tratta ovviamente di una definizione basata su antichissime visioni dell’agopuntura che oggi fortunatamente, soprattutto a partire dal 1997, grazie agli strumenti diagnostici ed esplorativi della medicina moderna, si è stravolta completamente, definendo l’agopuntura una vera e propria scienza medica, fondata su un complesso sistema di interconnessioni che permettono un’ampia gamma di reazioni a livello nervoso, ormonale e circolatorio. Oggi l’agopuntura è una Ebm (Evidence Based Medicine, medicina basata sulle prove, ndr) con 26mila pubblicazioni scientifiche sulla medesima”, chiarisce il dottor Franco Cracolici, medico e direttore della Scuola di Agopuntura di Firenze, Vicepresidente Fisa (Federazione italiana società agopuntura), responsabile scientifico delle attività di Oncologia Integrata presso l’Azienda Usl Toscana Sud-Est, docente Master università La Sapienza, Roma.

Dottor Cracolici, circa 20 anni fa, l’Oms ha riconosciuto valida l’agopuntura per la cura di sintomatologie dolorose. In quali altri ambiti ci sono evidenze che questa metodica funziona?
L’Oms la ritenne utile allora per almeno 64 patologie differenti e dopo queste affermazioni sono stati moltissimi gli studi e le ricerche soprattutto negli Stati Uniti dove l’agopuntura ha trovato riscontro. Tra l’altro nella prossima classificazione delle malattie e dei problemi di salute (ICD11) dell’Oms vi sarà l’introduzione di un capitolo, il ventiseiesimo, dedicato alla diagnosi secondo i principi della Medicina tradizionale cinese, che si pone in continuità con l’Unesco che nel 2010, a Nairobi, ha dichiarato l’agopuntura ‘Patrimonio dell’Umanità’. Oggi 30 grandi ospedali pubblici americani di oncologia (Sloan Kettering, Anderson Cancer, Dana Farber) hanno un servizio di agopuntura preposto, per esempio, agli effetti collaterali da chemio e radioterapia; la cefalea e l’emicrania trovano nell’impiego dell’agopuntura una pratica di prima scelta, senza trascurare ansia, depressione e stress. Difficile è semmai riscontrare un campo nel quale l’agopuntura non possa dire la sua, sempre considerandola in abbinamento e non una mera sostituzione della medicina classica. Possiamo dire che a partire dalla ostetricia e ginecologia fino a gran parte delle patologie croniche che si trascinano con dolori e invecchiamento, l’agopuntura può dire la sua, contribuendo al miglioramento di una vasta gamma di problematiche.

Possiamo quindi definirla una medicina complementare a quella tradizionale?
Dobbiamo per forza parlare di una medicina integrativa, che si mette al servizio dell’uomo per sostenere lo stato di equilibrio psicofisico e di prevenzione, esercitando un’importante azione analgesica e antinfiammatoria, grazie a una variegata gamma di neurotrasmettitori che l’agopuntura stessa evoca (endorfine, Cgrp, sostanza P, dopamina, serotonina, citochine).

Ovviamente non è la panacea di tutti i mali. Inoltre, il medico terapista che la effettua deve essere preparato da un corso di studi riconosciuto, deve possibilmente portare nel cuore la medicina ippocratica in quanto soprattutto oggi l’empatia è un valore basilare. E ancora: deve saper consigliare o sconsigliare l’applicazione della stessa laddove si riscontri la necessità prioritaria di un’altra forma di terapia o di un atto chirurgico. Secondo me sono tre le caratteristiche alla base di un buon medico che la pratica: appropriatezza, evidenza e umanità.

Esistono controindicazioni di cui tenere conto prima di sottoporsi all’agopuntura?
L’agopuntura è la medicina in assoluto che presenta la minor quantità di effetti collaterali riscontrati.

Recentemente l’agopuntura è stata oggetto di applicazioni nei trattamenti del carcinoma mammario. I risultati sembrano aprire scenari molto incoraggianti sulle possibilità di trattamento integrato per questa patologia.
Esattamente. Esistono all’interno dell’attuale realtà nazionale e internazionale varie novità che valorizzano il procedimento terapeutico dell’agopuntura nell’ambito dell’oncologia integrata. Per esempio, l’Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, Toscana) informa sul proprio sito sugli ambulatori del Servizio sanitario regionale che forniscono trattamenti di Medicina Integrata in oncologia e ve ne sono 19 in Toscana e 11 nel resto d’Italia; l’Asco (Società americana di oncologia clinica) nel 2021 ha approvato le linee guida della Sio (Società di oncologia integrata) per il trattamento complementare del cancro al seno, durante e dopo le terapie classiche allopatiche, nell’ansia, nella nausea e vomito da chemio, nel linfedema, nella neuropatia periferica, ecc. Ma forse la novità più rilevante, a livello Nazionale e non solo, essendo stata l’unica formalmente in Europa, è stata l’approvazione del Pdta (Percorso diagnostico terapeutico) della medicina integrata per i malati oncologici approvato dalla Regione Toscana e Ispro.

Di cosa si tratta?
Consiste nell’ufficializzazione dei trattamenti integrati in oncologia, fondati sulle evidenze e attuati attraverso un percorso multidisciplinare e personalizzato che affiancano ai trattamenti convenzionali terapie complementari, come appunto l’agopuntura, e stili di vita salutari. Tutto questo è inserito nella Rete oncologica regionale ed è dotato di un proprio organismo di coordinamento a cui si collegano i vari ambulatori pubblici di medicina complementare. Personalmente lavoro nella Asl Toscana Sud-Est che grazie a tre significative iniziative in questo settore in ambito pubblico (Grosseto, Campostaggia) legati all’integrazione in oncologia, si configura come una delle realtà pubbliche e ospedaliere più avanzate in Italia”.

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